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Come preparare i denti per le faccette? 
Preparare i denti per le faccette è un po’ come preparare una tela prima di dipingere: tutto deve essere liscio, pulito e perfettamente pianificato affinché il risultato finale sia eccellente e duraturo.
Ecco alcuni aspetti da tenere a mente quando si preparano i denti per le faccette.
Pianificazione prima della preparazione
Prima ancora che una fresa tocchi lo smalto, il dentista deve avere una visione chiara del risultato finale. Quanta struttura dentale deve realmente essere rimossa? È qui che strumenti come il mock‑up o il wax‑up diventano fondamentali. Non solo aiutano a visualizzare il risultato e a comunicare con il paziente, ma guidano anche la preparazione e consentono di preservare il più possibile lo smalto.

Quando un dente presenta già vecchi restauri in composito, la scelta più sicura è rimuoverli completamente prima di iniziare la preparazione per la faccetta. La longevità delle faccette dipende fortemente dalla qualità dell’adesione, e preparare sopra vecchi compositi non è affidabile. Le sottosquadra possono essere corrette con composito fluido o iniettabile fresco. Con il tempo, il composito perde i monomeri liberi necessari per una buona adesione, mentre il composito nuovo garantisce un legame più prevedibile. Se il dente presenta diversi restauri di grandi dimensioni, una preparazione leggermente più invasiva può rappresentare una scelta più prevedibile.

I margini delle faccette dovrebbero essere posizionati il più possibile su smalto sano. Sebbene ci sia una tendenza a posizionare i margini su composito, le evidenze sono ancora limitate. L’elevazione dei margini profondi può facilitare le impronte e l’adesione, ma non è priva di rischi: è quindi una tecnica da usare con attenzione e non in modo automatico. Anche l’occlusione è un aspetto importante da considerare. I margini dovrebbero essere posizionati lontano dai contatti occlusali ed evitando le aree di contatto tra i denti.
Comprendere i design di preparazione per faccette
Quando si tratta di preparazioni per faccette, non esiste un approccio unico valido per tutti. Il design scelto dipende dalla condizione del dente, dal grado di usura o dai restauri esistenti e dall’occlusione. L’obiettivo è sempre lo stesso: posizionare i margini in modo che la ceramica sia protetta, lo smalto preservato e le forze correttamente distribuite.
Da sinistra a destra:
Faccetta vestibolare semplice, faccetta con butt joint, contorno incisale-palatale, faccetta a singola angolazione, faccetta a doppia angolazione mediana
Tipologie di 
preparazione
1. Faccetta vestibolare singola
È la classica faccetta vestibolare minimamente invasiva: una lieve riduzione della superficie vestibolare, rimanendo (quasi) completamente nello smalto. È ideale quando si correggono solo forma o colore e il margine incisale è intatto.
2. Faccetta con butt-joint
Il design butt‑joint prevede una linea di finitura piatta e netta a livello del margine incisale. È spesso indicato in presenza di attrizione o piccole fratture, quando è necessario ridurre di circa 1–2 mm a livello incisale per ricostruire la lunghezza. Questo design consente uno spessore ceramico adeguato, migliorando la resistenza alla frattura. Tuttavia, è meno indicato nei forti bruxisti se non supportato da una guida occlusale adeguata.
3. Contorno incisale-palatale
In questo caso la faccetta avvolge il margine incisale e si estende leggermente sulla superficie palatale (talvolta definito “overlap incisale”). Questo rinforza il margine incisale nei denti usurati e distribuisce le forze occlusali in modo più favorevole. È una scelta frequente nei casi di erosione o attrizione in cui si ripristina una dimensione verticale perduta, sebbene in misura limitata.
4. Faccetta a singola angolazione e faccetta a doppia angolazione mediana
La preparazione a singola angolazione presenta un piccolo bisello sul lato palatale invece di una copertura completa. Nel design a doppia angolazione mediana, questo bisello è più pronunciato, aumentando lo spessore della ceramica pur evitando una riduzione completa della superficie palatale. In entrambi i design, il punto di contatto interprossimale è posizionato sulla restaurazione stessa.

Queste soluzioni rappresentano un equilibrio tra minima invasività e resistenza necessaria per margini incisali moderatamente usurati. Sono particolarmente utili per affinare la guida occlusale o gestire un’usura aumentata e carichi funzionali più elevati.
Stabilizzazione e inserimento

È importante considerare la fase di cementazione già durante la preparazione. Le preparazioni per faccette sono generalmente molto piatte e i margini poco definiti, soprattutto nei casi minimamente invasivi. Questo comporta un reale rischio di posizionamento scorretto della faccetta. Per i principianti, è uno degli errori più comuni (e costosi). Una volta cementata in posizione errata, è quasi impossibile correggere una faccetta, e nei casi multipli un singolo errore può compromettere l’intera sequenza.


Per rendere l’inserimento più prevedibile, l’aggiunta di piccoli fori di posizione (position drilling) - creando una nicchia dove lo smalto è più spesso - fornisce stabilità primaria e un chiaro orientamento durante la cementazione.


L’asse di inserimento dipende dal design. All’aumentare dell’invasività, si riduce la libertà di inserimento.

Con le faccette butt‑joint, la superficie vestibolare viene preparata in due o tre piani che seguono i terzi cervicale, medio e incisale naturali. Questo preserva lo smalto e garantisce uno spessore uniforme della ceramica. L’aspetto fondamentale è evitare sottosquadra a livello incisale: l’angolo vestibolo‑palatale deve allinearsi con il percorso di inserimento della faccetta (da cervicale a incisale).
Quando è presente una copertura palatale, l’asse di inserimento si inverte da incisale a cervicale. In questo caso, le sottosquadra devono essere evitate sul lato vestibolare, specialmente in zona cervicale. Per questo motivo, la superficie vestibolare deve spesso essere più piatta e meno anatomica, aumentando l’invasività e potenzialmente esponendo la dentina.
Una preparazione attenta è l’arte silenziosa che sta dietro a ogni faccetta dall’aspetto naturale, ricordandoci che l’eccellenza risiede nei dettagli che scegliamo di non trascurare. Quando questi principi vengono applicati con precisione clinica, creano la base biologica e funzionale necessaria per un successo prevedibile e duraturo.
Sei interessat* ad approfondire il tema delle faccette? 
Consulta anche il nostro blog "Consigli pratici su come cementare con successo le faccette ".
Immagini: per gentile concessione del Prof. JF Lasserre e del Dr. JP Pia

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